Bardana per depurarsi



La bardana ha un'azione depurativa della pelle e del fegato: usata soprattutto nel trattamento di acne, psoriasi, forfora e seborrea, è efficace anche in caso di diabete e iperglicemia.

Bardana: a cosa serve La bardana è una pianta erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Asteraceae o Compositae. Il nome scientifico della bardana è Arctium lappa o Lappa major e si tratta di una specie molto diffusa in tutta Europa lungo le strade e nei boschi. La pianta della bardana presenta foglie grandi disposte a rosetta, caratterizzate da una peluria che determina una colorazione argentata nella pagina inferiore.  Durante i mesi estivi la bardana produce grandi capolini rosso porpora circondati da bratee ricurve, che terminano con un uncino. I frutti della bardana sono cipsele e sono muniti di pappo.  La droga della bardana è costituita dalla radice fresca che contiene inulina – un polisaccaride presente in numerosi piante - e una serie di composti detti poliini. Tradizionalmente la radice di bardana è utilizzata per trattare disturbi della pelle come foruncolosi, acne e dermatiti. L’efficacia della bardana è giustificata dalla presenza di sostanze ad attività antibatterica e antifungina.  Inoltre, la bardana viene assunta anche come diuretico, diaforetico, antireumatico e depurativo del fegato e della pelle.  In commercio è possibile trovare anche l’olio di bardana, utile per effettuare frizioni del cuoio capelluto in caso di forfora, sebo in eccesso e alopecia.

Bardana: come assumerla Vediamo quindi la bardana quando si usa e come si assume. La bardana si usa prevalentemente per il drenaggio di fegato e pelle. L’assunzione di bardana è dunque utile in caso di acne, forfora, seborrea della pelle e del cuoio capelluto, micosi cutanee, eczema e psoriasi. La bardana è inoltre un utile rimedio naturale in caso di iperglicemia e per sostenere l’attività del fegato quando si assumono farmaci per un periodo prolungato di tempo. In tutti questi casi è possibile assumere una tintura madre di bardana, spesso associata a tintura madre di carciofo e di viola del pensiero. L’erborista e il farmacista possono preparare una tintura madre con queste tre piante: si assumono poi 40 gocce di tintura tre volte al giorno prima dei pasti principali, facendo cicli di tre mesi con una pausa di un mese tra un ciclo e quello successivo.



Fonte: cure-naturali

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